Altre varietà

Il Disciplinare di produzione Valpolicella recita:

"Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 25% totale le uve provenienti dai vitigni:

  • a bacca rossa non aromatici, ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona nella misura massima del 15%, con un limite massimo del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato;
  • classificati autoctoni italiani ai sensi della legge n .82/06, art.2, a bacca rossa, ammessi alla coltivazione per la Provincia di Verona, per il rimanente quantitativo del 10% totale."

La lista varietale dei vitigni autorizzati per la provincia di Verona è numerosa, nell'ambito della viticoltura della Valpolicella possiamo più frequentemente incontrare:

Varietà tipica veronese, inserita come varietà obbligatoria nell'uvaggio Valpolicella fino alla modifica del Disciplinare di produzione del 2003. Il nome deriva dalla grande quantità di pruina che ricopre gli acini, tanto da sembrare ricoperti di farina bianca, come all'interno di un mulino di un tempo. Apprezzata per le note minerali che apporta nei vini.

Vecchia varietà veronese chiamata anche pelara, per il grappolo molto spargolo dove solo pochi acini riscoprono il raspo: il grappolo sembra appunto "pelato". Apprezzata nell'uvaggio per le sue tipiche note speziate.

Vecchia varietà veronese da pochi anni riscoperta. Caratterizzata da acini molto piccoli e buccia molto resistente. Apporta al vino struttura tannica e colore.

Varietà di recente introduzione nell'uvaggio Valpolicella, apprezzate per le loro caratteristiche enologiche positive quali apporto di colore per alcune, struttura per altre, note olfattive particolari per altre ancora.

  • Vitigno diffuso dall'antichità in tutto il Veneto, facente parte del gruppo delle Corbine, conosciuto anche come Corbinona o Corbinella. Nel IV volume del Bollettino Ampelografi co (1884-87) viene fatto il punto sulla diffusione in Italia delle varietà che prendono il nome dallo scuro colore della buccia. Nel capitolo del Veneto si legge: "Veneto. La Corvia nera o Refosco è indicata a Udine, la Corvara a Vicenza. La Corbina è indicata a Vicenza, Padova, la Corbinella a Verona, la Crovaja a Vicenza, il Corbinone a Verona. Qualche rassomiglianza può forse ravvisarsi tra Croà e Corbina di Verona. Vini di Corbina e Crovino vennero presentati nel 1865 all'Esposizione di Torino, a Ferrara nel 1875, a Vicenza nel 1876, a Verona nel 1876, alla Fiera di Gianduja a Torino nel 1877. Si può affermare che la Corbina, o Crovino, è fra le uve migliori e più importanti del Veneto, che qui è la loro stazione e che qui deve farsene studio".
  • Vitigno oggetto del nostro studio. Presenta discreta vigoria e una produzione non elevata, soprattutto se viene coltivato in terreni collinari. Predilige una potatura lunga.
  • Scarsa suscettibilità alle principali crittogame, soprattutto alla Botrite.
  • Grande impatto olfattivo, con spiccate note agrumate, balsamiche e fl oreali; al gusto dimostra ottima struttura e morbidezza. Vino dalle grandi potenzialità enologiche, le cui caratteristiche si adattano a vini da lungo invecchiamento come l'Amarone della Valpolicella.
  • Concentrazione elevata di tannini totali di cui la frazione morbida è largamente predominante su quella astringente; buon indice di polimerizzazione che si traduce in stabilità e longevità della materia polifenolica.
  • Vitigno autoctono; le prime notizie sulla sua coltivazione in Valpolicella risalgono al 1824 ad opera del Pollini.
  • Vitigno di buona vigoria e produzione costante. Gemme basali scarsamente fertili; predilige potature lunghe e sistemi di allevamento espansi (pergola).
  • Buona resistenza al freddo invernale; è sensibile a Peronospora, Botrite, Oidio e marciume acido.
  • Presenta note floreali e fruttate con punte di viola e mora, speziato, leggero sentore erbaceo; al gusto denota un leggera astringenza e un'acidità sostenuta, dovuta all'altitudine del vigneto e alla fermentazione malo lattica incompleta.
  • Limitato contenuto di polifenoli e tannini totali; frazione tannica di dimensioni ridotte che non rivela particolare morbidezza e astringenza.
  • Vitigno pervenuto in località Spigamonte (Negrar), in un vigneto posto a 500 m s.l.m.; forma di allevamento a pergola.
  • Vitigno oggetto del nostro studio; mediamente vigoroso, con costante ma non abbondante produzione.
  • Non presenta particolari sensibilità ai patogeni.
  • All'olfatto spiccano con una buona intensità note floreali, speziate e di frutta passita; al gusto si apprezza la notevole struttura, modulata da un'ottima trama tannica che fornisce spessore e grande morbidezza al vino. Queste caratteristiche dimostrano innanzitutto l'attitudine all'appassimento del vitigno e la longevità del vino che si presta, così, alla produzione dell'Amarone della Valpolicella.
  • Grande quadro polifenolico, con notevole percentuale di antociani ed elevata quantità di tannini totali; questi sono caratterizzati da notevole morbidezza e buon indice di polimerizzazione che li rendono idonei all'invecchiamento.
  • In passato questa varietà era abbastanza diffusa, infatti Cosmo (1964) riferisce che "era coltivata nel Polesine, nel Veronese e in altre province venete". Nel Bollettino ampelografi co (1884-87, volume IV), sotto la voce "Nome dei vitigni che si coltivano nella provincia di Rovigo" vediamo elencate la Turchetta, presente in 23 comuni della provincia, e la Calma Turchetta, presente in 17 Comuni della provincia. Precedentemente il Pollini, in un elenco in cui riporta le varietà rilevate in provincia di Verona in seguito alle osservazioni fatte tra il 1818 ed il 1823, aveva segnalato al numero 52 della lista, la V. Turchetta. Nella stessa provincia, nel 1900, il Perez avrebbe citato la Turchetta tra le varietà di vite coltivate nella 9° zona della bassa pianura veronese.
  • Oggetto del nostro studio, la Turchetta è un vitigno di media vigoria e di buona, ma non abbondante, produzione; si adatta bene a forme di potatura corte.
  • Resiste abbastanza alla Peronospora e ad altre crittogame; non è soggetta a marciume.
  • All' olfatto esprime una buona vinosità che rivela note di lampone e pepe; al gusto si presenta discretamente morbido e di grande eleganza. La complessità delle sue caratteristiche organolettiche, eleganti ma non invasive, lo rendono idoneo all'inserimento come vitigno migliorativo per la produzione della tipologia Valpolicella Classico e Superiore.
  • Buona quantità di tannini totali, che presentano alto grado di polimerizzazione, discreta morbidezza e poca astringenza.