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IL CONSORZIO VINI VALPOLICELLA CONCLUDE IL 2017 CON DUE TAPPE DI ASSOLUTO RILIEVO: HONG KONG E VANCOUVER

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HONG KONG

In occasione dell’International Wine and Spirits Fair di Hong Kong, il Consorzio Vini Valpolicella organizzerà nelle tre giornate di fiera, tra il 9 e l’11 novembre, tre masterclass dedicate ai vini della Valpolicella e presentate da JC Viens, esperto di vino italiano, grande conoscitore del mercato hong kongese e giornalista di Spirito Divino Asia. Inoltre, nei giorni che precederanno l’appuntamento fieristico, il Consorzio organizzerà due incontri istituzionali esclusivi dedicati alla storica vendemmia ‘97, scelta appositamente per “brindare” insieme alla città l’importante anniversario che si è celebrato quest’anno per i 20 anni dell’indipendenza dal Regno Unito. Il primo appuntamento si terrà presso il rinomato Tin Lung Heen Hostess del Ritz Carlton di Kowloon, il secondo, presso il celebre 8 ½ Otto e Mezzo Bombana a Central, nell’area finanziaria della città.

Per avvicinare ancora di più i consumatori di Hong Kong ai rossi della DOC, verrà organizzato presso La Piola a Wanchai, uno dei quartieri più dinamici della città, anche un evento dedicato esclusivamente a loro, dove i produttori potranno parlare del loro stile, dei loro vini, intrattenersi con gli ospiti e raccontare il territorio della Valpolicella. 

 

VANCOUVER

A Vancouver, una delle città simbolo della British Columbia, si terrà un seminario condotto dalla Master of Wine Barbara Philip, famosa oltre che per essere un’autorità nel mondo del vino, anche per la sua influenza all’interno del monopolio canadese della BCLDB (British Columbia Liquor Distribution Branch). A partire dalle 11.30 am, presso il Vijs Restaurant dello chef Vikram Vij, alle spiegazioni sul territorio della Valpolicella si alternerà l’abbinamento di cibo indiano con i vini della DOC. Protagonisti dell’incontro istituzionale, sei vini della Valpolicella tutti reperibili sul mercato della British Columbia. “La presenza del Consorzio in questo momento è fondamentale – spiega il direttore Olga Bussinello – considerando che il principale effetto del CETA sarà l’eliminazione di gran parte delle tariffe doganali tra UE e Canada, che porterà all’eliminazione dei dazi che fino ad ora han reso difficile agli esportatori dell’UE entrare nel mercato canadese”.

Nome delle aziende partecipanti alla fiera di Hong Kong: Società Agricola Sartori Rino, Benazzoli, Accordini Igino, Cantina Valpantena Verona, Collis – Riondo, Villa San Carlo, Cantina di Soave, Cà Rugate, Vigneti di Ettore 

Nome delle aziende partecipanti agli eventi b2b di Hong Kong: Cantine Bolla, Sartori di Verona, Nicolis, Novaia, Cantina di Negrar, Michele Castellani

Nome delle aziende partecipanti a Vancouver: Novaia, Zonin, Bottega, Sartori di Verona, Santi, Valentina Cubi

 

 RUBRICA: APPROFONDIMENTI

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I VINI ITALIANI CONQUISTANO IL PODIO DI HONG KONG

Benjamin Chau, vice direttore esecutivo dell’HKTDC (Hong Kong Trade Development Council), riferisce come nei primi otto mesi di quest'anno le importazioni di vino ad Hong Kong abbiano raggiunto i 7,56 miliardi di HK$, la maggior parte delle quali da Francia, Regno Unito e Italia. 

Il Bel Paese vanta una crescita del 22%, che ha permesso alla città di raggiungere un export di vino, specialmente verso la Cina continentale, Macao e Vietnam, pari a 2,96 miliardi di HK$. La Valpolicella, dal canto suo, contribuisce destinando il 3% dei vini esportati al colosso asiatico.

Dopo aver eliminato i dazi doganali nel 2008, il Governo di Hong Kong ha favorito l’import di vino, che, nell’arco di 10 anni circa, è cresciuto più del 700%, passando da 1.6 miliardi di HK$ nel 2007 a 12.5 miliardi di HK$ nel 2016.

 

RUBRICA: ATTUALITÀ

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Amazon chiude ufficialmente la sua sessione “Amazon Wine” dedicata alla compravendita di vino online, specie per quanto riguarda il mercato USA. Il motivo della decisione sta nel fatto che la legislazione USA delle “Tied-House laws” impedisce ad un rivenditore di alcolici di ricevere pagamenti dai fornitori in cambio di pubblicità e visibilità, che è di fatto il modello di business adottato dalla compagnia statunitense: la multinazionale di Jeff Bezos ha aggirato la necessità di preoccuparsi delle necessarie autorizzazioni per vendere alcolici, limitandosi ad offrire ai singoli venditori l’uso della propria piattaforma, in cambio di un 15% su ogni transazione. Dopo 17 anni si conclude così, il tentativo della società di Seattle di diventare un punto di riferimento nel mondo del vino, almeno negli States.