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I vini della doc Valpolicella superstar in Russia, dove l’Amarone è uno status symbol, mentre in Norvegia vince il Valpolicella. Mercati in espansione secondo le previsioni degli operatori



In Russia e Norvegia crescono le quotazioni per Amarone e Valpolicella, il cui mercato si presenta con buone prospettive di crescita, anche se con dei distinguo dovuti alle peculiarità dei singoli mercati.
E’ il risultato degli eventi organizzati nel 2011 dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella a Mosca e Oslo: degustazioni, educational e banchi di assaggio delle aziende nell’ambito del progetto di promozione all’estero denominato “Venezia e i suoi vini”, rivolto ad importatori, giornalisti, consulenti di enoteche e winebar, operatori del canale horeca e buyer della gdo.
Secondo gli operatori, le prospettive sul mercato russo sono buone per l’Amarone, molto buone per il Valpolicella e discrete per Ripasso e Recioto. Previsioni incoraggianti per i produttori veronesi e in linea con le buone performance di questi ultimi anni, nonostante le difficoltà dovute all’inasprimento dei dazi e al blocco del rinnovo delle licenze agli importatori che, sommato ai costi della logistica e della distribuzione, porta il prezzo finale del vino ad un incremento molto alto rispetto al prezzo in cantina. In Russia acquistare una bottiglia di Amarone della Valpolicella in enoteca significa spendere non meno di 100 euro. Per questo l'Amarone è considerato uno status symbol ricercato dalla fascia di popolazione più facoltosa e, secondo i trader russi, l’Amarone va mantenuto come prodotto di nicchia riservato ai ricchi. Più margini di crescita invece per il Valpolicella doc, il Valpolicella superiore e il Ripasso, dal prezzo meno impegnativo e assai apprezzati per la loro gradevolezza. Proprio il Valpolicella doc fa la parte del leone in Norvegia, dove è il vino veneto più venduto con oltre 1,4 milioni di litri esportati nel 2010; terzo posto per l’Amarone con quasi 150.000 litri, mentre il Recioto è quinto con più di 7.000 litri, secondo i dati di Vinmonoplet, il monopolio statale.
Anche qui sono molto buone, secondo gli esperti, le prospettive per il Valpolicella; buone quelle per Amarone e Ripasso. Positiva anche la risposta alla promozione mirata a far conoscere vini e territorio di produzione; interessati in particolare gli operatori del canale horeca, gli unici in Norvegia a poter acquistare direttamente dai produttori, mentre la vendita al dettaglio è realizzata esclusivamente attraverso il monopolio statale, che può comprare da importatori o grossisti ma non dai produttori. Proprio nella ristorazione le cantine della doc Valpolicella possono trovare interessanti sbocchi di mercato, forti della qualità dei propri vini e della preferenza dei consumatori norvegesi per i vini rossi, che rappresentano circa il 65% delle vendite complessive di vino in Norvegia, mercato che non si distingue per grandi numeri ma che può contare sull’alta capacità di spesa pro capite dei suoi abitanti (la seconda al mondo) e l’elevata qualità della vita.


Scheda Paese: Russia



Popolazione: circa 143 milioni di persone; di queste solo 30-40 milioni sono potenziali consumatori di vino
Consumo di vino: 7 litri pro capite, pari al 6,8% del consumo di alcolici
Import di vino dall’Italia nel 2010: quasi 108,23 milioni di litri, per un valore di 103,89 milioni di euro
Import di vino dall’Italia nei primi 7 mesi del 2011: quasi 37,52 milioni di litri (40,97 nello stesso periodo del 2010), per un valore di 48,4 milioni di euro (41,61 nello stesso periodo del 2010). La riduzione in volume è da imputare ai nuovi dazi all’importazione e al ritardo nel rinnovo delle licenze agli importatori. Positivo invece l’aumento in termini monetari.
Canali di vendita del vino importato: 80% nella distribuzione organizzata, anche se il vino italiano deve molto del suo successo al canale horeca.




Scheda Paese: Norvegia



Popolazione: circa 4,8 milioni di persone
Consumo di vino: 15 litri pro capite, pari al 24% del consumo di alcolici
Import di vino dall’Italia nel 2010: 17,85 milioni di litri, per un valore di oltre 59,66 milioni di euro. L’Italia è il secondo importatore in valore dopo la Francia, con una quota di mercato di circa il 27% e il primo importatore di vino in bottiglia, con circa il 30% del valore totale
Import di vino dall’Italia nei primi 7 mesi del 2011: quasi 10,27 milioni di litri (oltre 10,59 nello stesso periodo del 2010), per un valore di poco inferiore a 34 milioni di euro (33,5 nel 2010)
Canali di vendita del vino: al dettaglio esclusivamente attraverso i circa 260 punti vendita del Monopolio di Stato, che offre circa 10.000 etichette